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 Oggetto del messaggio: Intervista 2007
MessaggioInviato: 28/08/2009, 16:15 
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Iscritto il: 05/06/2009, 19:02
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Ecco cosa dice Mark dell'Italia in una intervista del 2007.

Mark Knopfler, seppur sganciato dal marchio vincente dei Dire Straits da quattordici anni, e seppur lontano dalle mode ma anche dai trend più popolari, continua ad avere successo.
Il suo nuovo album, “Kill to get crimson”, con Vespe rosse (come la sua moto) in copertina, è arrivato –secondo quanto riporta il suo website ufficiale- al numero 2 in Italia, Norvegia e Germania, al 3 in Svizzera, al 4 in Olanda più un corollario di altri posizionamenti importanti.
L’album è il suo quinto solista non legato ad una colonna sonora. Transitato a Milano per una chiacchierata con una quindicina di giornalisti, Knopfler ha parlato del CD ed anche di altro.
Quando Rockol gli snocciola i dati delle classifiche forniti dal suo sito, il chitarrista e cantante pare piuttosto sorpreso. Solo più avanti si capirà che Mark è un uomo di musica, soltanto di musica, totalmente avulso dai calcoli, dall’autocompiacimento e dagli aspetti più frivoli dello showbiz. “Non sapevo neanche dei buoni piazzamenti”, dice, “ma ovviamente ne sono molto contento. Ad ogni artista piace avere un’audience. Non seguo le classifiche, ma ne sono felice. E’ fantastico, per uno vecchio come me”. Si parla poi a ruota libera. “Penso che alla gente piacciano ancora le canzoni, e le storie, e le chitarre. Io farei le stesse cose anche se nessuno comprasse i miei dischi. E magari quel giorno arriverà!”, afferma. Quindi si sente totalmente libero di fare qualsiasi cosa gli passi per la testa? Sì. Dice: “E’ tutto iniziato col primo album dei Dire Straits. Tutto quel successo ha fatto sì che nessuno mi ha più detto cosa fare. O meglio: ci hanno provato, ma non ci sono riusciti. Ho fatto i miei errori, ho sperimentato, ma devo dire d’aver avuto fortuna: ho sempre fatto quello che volevo”. Uomo lontano dalle logiche di mercato, si diceva. Mark: “Non capisco il music-biz. Faccio finta. Non seguo molto ciò che succede. C’è la musica e c’è il business della musica: sono due cose diverse. Io di business non ci capisco niente. Vado dal mio commercialista, lui parla, io faccio ‘sì’ con la testa ma non capisco una parola. Mi piacciono gli errori, anche nella musica; a volte ho le idee chiare, a volte ho bisogno di input. Poi nel comporre non ho regole, non ho una formula. Ogni disco è una sfida. Non sarei in grado di scriverci sopra un libro”.
Che dire di questo CD? “Vi ho messo dentro elementi di quando ero ragazzo. La chitarra suonata col plettro, il folk, la fisarmonica, il violino. Queste influenze però non sono un esercizio di nostalgia, il tutto è collegato all’oggi”, afferma. La domanda sarà banale, scontata, ma si deve porre. Inutile specificare di quale si tratti. E infatti basta un accenno e lui capisce al volo. “Se mi domandano di mettere di nuovo assieme i Dire Straits? Hah: continuamente. Lo farei solo per scopi benefici. Mi piacerebbe fare dei concerti a fin di bene, però ci vorrebbero due anni per pianificare bene tutto.
E sarebbero due anni da togliere dal mio tempo”. Traduzione: nisba.
Verso la fine una confessione che, per uno che come lui mastica soundtrack, suona quasi incredibile. “Non credo di saper fare molto bene le colonne sonore. Non credo d’essere particolarmente qualificato. Sono bravo con le melodie, ma il resto, mah. Non so se sono all’altezza. Sono più bravo a fare canzonette”.
Dopo aver parlato della sua ammirazione per Ennio Morricone, Knopfler riferisce di aspetti più “leggeri” della sua vita; ama molto, ad esempio, le moto, specialmente quelle italiane e va tutti i giorni in giro su una dueruote. E poi ama molto anche l’Italia. Non sembra la classica sparata della rockstar di turno, quello che va in Belgio e dice “ah, come amo il Belgio”, poi il giorno dopo è in Portogallo e dice ai giornalisti “mi piace tanto il Portogallo”.
Mark pare apprezzare sinceramente lo Stivale.
“Ogni tanto vengo in Italia, lo faccio come semplice visitatore. Che buon cibo, che buon vino”, afferma. “Ai miei amici gliela meno sempre con tutti i miei discorsi sull’Italia”.
Mark Knopfler si esibirà dal vivo in Italia il 15 aprile a Milano, il 16 a Mantova ed il 17 a Bolzano; poi tornerà in giugno, il 6 a Roma, il 7 a Pesaro e l’8 a Villa Manin di Codroipo (UD).

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