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 Oggetto del messaggio: Intervista su Get Lucky 2009
MessaggioInviato: 30/08/2009, 14:40 
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Iscritto il: 05/06/2009, 19:02
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Ecco l'intervista che è stata fatta a Mark e che uscirà a settembre ed a novembre
su “Crossroad” e “ Rolling Stone magazine” :

MARK KNOPFLER L'UOMO TRANQUILLO

A sessant'anni suonati, il Sultano dello Swing è tornato con “Get Lucky”, registrato nel suo lussuoso home-studio. Questo nuovo e sesto album della sua carriera solista gli dà l'occasione di fare il punto della situazione con “Rolling Stone” nell'atmosfera ovattata del Blue Bird Club a Londra.
Il Droopy del Laid Back è un uomo tranquillo. Tra un album e l'altro, si concede alla sua passione di motociclista, grossa cilindrata adattata “su misura” , e considera il mondo attorno ad una tazza di the con i suoi amici, lamentandosi costantemente della politica del governo di “Sua Graziosa Maestà”.
Ascolta poche novità, è sua moglie Kitty che gli ha fatto scoprire il nuovo voluttuoso filone Folk Rock.
I suoi gemelli più grandi fanno ognuno parte di un gruppo rock : uno è capace di riprodurre nota su nota le frasi musicali di Joe Satriani e Steve Vai, l'altro è batterista in un gruppo heavy metal.
In quanto alle due figlie, vanno alla stessa scuola, a Chelsea, amiche di quelle di Bill
Wyman, amico e vicino di casa.
In breve, papà Knopfler è un semi-pensionato ma continua a fare albums per il suo piacere ed eventualmente il nostro.


Domanda: Com'è nato “Get Lucky”?

Mark Knopfler: Cerco sempre di fare buoni dischi e di ottenere ogni volta un suono
migliore. Questa ricerca mi piace enormemente.
Comunque, musicalmente, ignoro del tutto se faccio progressi in
avanti, se invece torno indietro o se resto “surplace”...è una cosa che
rifiuto di analizzare.
Ho scritto la quasi totalità delle canzoni da solo, poi le ho fatte
ascoltare a Guy Fletcher ed in seguito le ho registrate col resto della
band. Alcune sono nate mentre eravamo in tournée.
Amo questi due modi di comporre: è necessario battere il ferro
quando è caldo. Non ho nessun segreto musicale, se ne avessi uno,
ve lo direi. Esprimo gli stessi sentimenti usando lo stesso materiale,
tutto qui.

D : Get Lucky evoca essenzialmente la tua infanzia. Quali sono le tue radici musicali?


MK: Da bambino ho ascoltato tanta musica scozzese, faceva parte della mia cultura.
Ho scoperto giovanissimo il suono della cornamusa. Tutto ciò che ho composto ha origini celtiche, il modo in cui collego le mie note è puramente scozzese.
Quando ero adolescente la mia famiglia si è trasferita a Newcastle e lì sono diventato una vera spugna musicale. Ho assorbito tutto cominciando dai blues del Delta.
Per me, tutto discende dal blues: è la musica delle nostre radici ed ha sempre impregnato le mie composizioni. Non è musica Pop, è un'altra cosa, è al di là.
In seguito, ho scoperto gli Shadows e le frasi luminose del loro chitarrista Hank Marvin, e soprattutto Duane Eddy che ha molto ispirato il mio modo di suonare.
Bisogna egualmente citare Chuck Berry e Scotty Moore sui primi Elvis,ed il mio preferito: James Burton che accompagnava Ricky Nelson. Adoro anche Buddy Holly
e penso che, se non fosse morto prematuramente, avrebbe continuato a fare cose straordinarie. C'è anche Eddie Cochran, che era molto più avanti dei suoi tempi, montava delle corde da banjo sulla sua chitarra e dei microfoni Gibson sulla sua Gretsch. E poi i grandi nomi del blues: Muddy Waters, Howlin Wolf, Lightnin
Hopkins, Mississippi Fred McDowell, Blind Willie McTell.
Più tardi, sono rimasto affascinato dalla “British Invasion”.
Niente di tutto questo è mai scomparso nei miei ricordi.


D : Ti abbiamo visto, tra altre avventure, suonare in scena il finale di Abbey Road con Clapton, McCartney e compagnia...è forse il Club privato dell'aristocrazia dei multimilionari del rock?


MK : No, non è affatto il club privato dei miliardari del rock. E' stata una serie di concerti di beneficenza. Riguardo a Paul McCartney mi piace soprattutto ciò che ha fatto in seno ai Beatles. Ricordo la corsa che feci per acquistare Please Me nel '63.
All'epoca, ero un fan dei Beatles; è stata la stessa cosa con Eric Clapton. Tutto ciò che desideravo all'epoca, era di fare parte di un gruppo come lo era Eric con Cream.
Lo avevo scoperto ascoltando il primo album di John Mayall e The Bluesbreakers, un disco fondatore e federatore (?). E' una delle ragioni per le quali esulto tanto suonando sulla mia Les Paul ! ( risata)


D: Apple ed Emi rifanno l'edizione integrale rimasterizzata dei Beatles...la scelta di Mark Knopfler?


MK : Le compro tutte! Le amo tutte incondizionatamente. Forse comincerò da Please Please per l'eccitazione che mostrano ai loro debutti...


D : Tu hai composto pezzi-fiume come Telegraph Road, Tunnel of Love o Speedway at Nazareth; Ora in Get Lucky, non rinnovi questa esperienza . Giudichi questo formato sorpassato?


MK : Avrei potuto farli. Questo genere di lunghi pezzi possono nascere da un momento all'altro. Due minuti o venti, che importa? Composizioni come Telegraph Road o Nazareth sono venute fuori per caso...un incidente del caso.


D : Nelle Heighties, sei stato uno dei primi a denunciare il prezzo troppo elevato dei CD. Oltre la pirateria, non è una delle ragioni della morte annunciata di questo prodotto?


MK : Il fatto è questo. Per le case dei dischi, l'avvenimento del CD è stata una specie di Eldorado. Tutti li hanno comprati. Hanno fatto grandi raccolte di oro. Inoltre le case discografiche hanno continuato a pagare gli artisti sulla base di una cassetta audio senza indicizzare i prezzi molto più elevati dei CD.
L'industria del disco ha mangiato il suo pane bianco, ora rosicchia quello nero...
Per giunta, le case discografiche sono state molto lente ad adattarsi alle novità.


D : Hai dei nuovi progetti con Emmylou Harris?


MK : Adorerei lavorare ancora con lei. Ci è piaciuto molto registrare ed esibirci insieme. Ho scritto molte canzoni per Emmy e spero di poterle registrare con lei.
Le nostre voci si completano a meraviglia .
Mi sarebbe piaciuto anche lavorare con Gram Parsons, ma è morto prematuramente...


D : Qualche considerazione con la tua esperienza con Dylan?



MK : Fare Slow Train Coming e Infidels con Bob Dylan è stato realizzare un sogno di bambino. Fu allo stesso tempo un immenso privilegio e la cosa più importante della mia carriera musicale. Dylan era il mio idolo dall'età di 12 anni e mi ricordo le corse che facevo a casa per vedere le sue apparizioni televisive.
Oggi non scrivo per il pubblico, ma per me stesso .
Non ho mai avuto l'occasione di comporre con qualcuno, ho scritto tutto da solo e mi dispiace.


D: Qual'è l'offerta finanziaria più consistente che ti hanno fatto per riformare i Dire Straits?


MK : Una somma....fenomenale!!


( In questo momento il suo manager entra nella stanza per farci capire che il tempo dell'intervista sta finendo, Mark gli ripropone la domanda....Risposta del manager:
Più di 40 “Livres” (?) !! ( Risate generali).

Grazie della traduzione a rudiger 1945

_________________
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